Lo studio di fase 3 ha valutato la combinazione di zanzalintinib, un inibitore multi-chinasico con attività su VEGFR, MET e le chinasi TAM (TYRO3, AXL, MER), e l’anti-PD-L1 atezolizumab rispetto a regorafenib in monoterapia in pazienti precedentemente trattati con fluoropirimidine, oxaliplatino e irinotecan. Endpoint primario: overall survival (OS) nella popolazione intention-to-treat (ITT) e nel sottogruppo senza metastasi epatiche.

Il risultato segna un passo avanti verso strategie chemofree, pur richiedendo attenzione alla gestione della tossicità (nell’attuale versione, quasi proibitiva) e un confronto futuro con l’attuale standard terapeutico in terza linea (trifluridina–tipiracil + bevacizumab).